giovedì 24 ottobre 2013

Cancellare voci create da "Apri con..." su LXDE

Qualche giorno fa mi è capitato di voler eseguire un file JAR (JAR sta per Java ARchive) dalla mia Lubuntu, che notoriamente fa uso dell'ambiente grafico LXDE. Per eseguire un tale file basterebbe eseguire da terminale il comando:

java -jar nomefile.jar

ma io desideravo eseguirlo direttamente dall'interfaccia grafica, attraverso l'usuale opzione "Apri con...".

Ogni volta che si seleziona un nuovo programma da "Apri con..." viene automaticamente aggiornata la lista di tali programmi nel menù contestuale (tasto destro del mouse sull'icona del file che si vuole aprire). L'immagine sottostante dovrebbe chiarire quanto appena descritto.


Il problema riscontrato, risolto e discusso in questo articolo riguarda la cancellazione di alcune o tutte le voci da tale lista. Infatti, a differenza della sorella maggiore Ubuntu, nella quale ritroviamo ambienti desktop più pesanti (ad esempio, GNOME) ma più completi dal punto di vista delle operazioni messe a disposizione dall'interfaccia utente, su Lubuntu, che è basata sul leggero LXDE, non disponiamo della stessa varietà, nonostante ad oggi siano stati fatti notevoli passi avanti in tal senso. Una delle attuali mancanze di LXDE consiste proprio nell'impossibilità di cancellare le suddette voci dal menù contestuale attraverso la sua interfaccia.

Soluzione

Come faccio solitamente di fronte a problemi del genere, ho provato a googlare pensando: «Se questo problema l'ho avuto io allora l'avrà certamente avuto qualcun altro prima di me.». Sorprendentemente, non ho trovato nulla al riguardo (ricordo che stiamo parlando di LXDE), anche se confesso di non aver esteso la ricerca a siti in lingue diverse dall'italiano.

Armato di pazienza ho provato a spulciare nella cartella .local qualche file che riguardasse i tipi MIME, trovando questo:

/home/fabio/.local/share/applications/mimeapps.list

Apertolo con il buon Leafpad, mi trovo davanti a questo codice:


Tombola. Mi è bastato decommentare la prima riga nella sezione [Added Associations] e quell'unica in [Default Applications] e... voilà. Come per incanto, pulizia è fatta.

giovedì 17 ottobre 2013

The Wardrobe. Sottotitolo: finalmente ci ho giocato.

Sì. Finalmente ho messo le mie mani su The Wardrobe (episodio 1), un'avventura grafica punta&clicca alla vecchia maniera (alla Monkey Island, Broken Sword, Tony Taugh, ecc...) tutta di marca italiana, partorita dalla mente avida ed instancabile di Francesco Liotta.



Antefatto

Due giovanissimi amici molto legati fra loro, Ronald e Skinny, un bel giorno decidono di fare un pic-nic. Alla fine del pasto, Ronald passa una prugna a Skinny, il quale però ne è terribilmente allergico.
Per sua sfortuna Skinny, scambiando la prugna offerta dall'amico per un acino d'uva, commette l'errore di ingoiarla. Da lì a poco sarà in preda allo shock anafilattico, che purtroppo lo condurrà alla morte. Ronald, atterrito nel vedere il suo caro amico a terra in preda alle convulsioni e poi riverso senza più segni di vita, preso dal panico e dalla paura decide di fuggire via a gambe levate.
A un tratto, una strana forza oscura solleva il corpo di Skinny, ormai senza vita, prosciugandolo di pelle, muscoli e organi interni, lasciandone lettaralmente le ossa e instillandogli una nuova fiammella di vita. Di colpo, Skinny si ritrova scaraventato nell'armadio (il guardaroba) dell'amico, dove vivrà (si fa per dire) per gli anni successivi vegliando su di lui.

La missione di Skinny

Per una misteriosa legge oltre l'umana comprensione, chi commette un omicidio, anche involontario, senza confessarlo a qualcuno per 5 anni è destinato alla perdizione eterna dell'anima. Skinny lo sa, e a tre giorni dal compimento dei 5 anni dalla sua morte decide che è arrivato il momento di parlare a Ronald per convincerlo a confessare il misfatto. Ma si presenta un problema inaspettato.

L'imprevisto e lo scopo di questo primo episodio

Il giorno stesso in cui decide di parlare all'amico, Skinny scopre che proprio in quello stesso giorno la famiglia di Ronald sta mettendo in atto un trasloco. Skinny si trova in difficoltà perché non può rischiare che il furgone della ditta dei traslochi vada via senza di lui, altrimenti non saprebbe più come rintracciare Ronald per poterlo liberare dalla maledizione! Lo scopo di Skinny in questo primo episodio di una serie che si preannuncia ricca di colpi di scena è dunque essenzialmente quello di raggiungere il furgone evitando di mostrarsi ai traslocatori. Per farlo dovrà risolvere enigmi e rompicapi tipici delle avventure del genere.

Recensione

Gameplay

Giocando con The Wardrobe ho avuto la reale sensazione di vivere la "tragedia" di Skinny insieme a lui; una tragedia che, attimo dopo attimo, si è tramuta nella mia personale tragedia, visto che gli enigmi non sono mai banali e l'ambiente è lasciato volutamente aperto alle esplorazioni, da qui rivelando una forte trasversalità che mette letteralmente tutto nelle tue mani, nettamente contrapposta alla classica verticalità dei giochi di questo genere, la quale ha invece lo scopo di guidare il giocatore tracciando un percorso ben definito fornendo un ventaglio ristretto di interazioni e possibilità; insomma, in The Wardrobe si ha la sensazione di essere veramente chiuso in trappola insieme a Skinny.

Come se non bastasse, la frustrazione è aumentata dalle continue vessazioni e battute sarcastiche che Skinny rivolge al giocatore, chiaramente l'alter ego di Francesco Liotta che si diverte a prendere in giro il povero player. Aldilà di questo, il gioco è superbamente ricco di un'ironia leggera ma trascendente, che sfocia di continuo nel sarcasmo e nel cinismo più smodato ma che, tuttavia, mi sento di poter concedere al buon Skinny, visti i suoi nobili e disinteressati intenti.

Musica ed effetti

Nonostante si tratti del primo lavoro videoludico di Francesco, il gioco si presenta musicalmente molto robusto e coerente con le differenti situazioni e ambientazioni di gioco, il tutto grazie al genio del compositore Mathew Solomon. Il brano introduttivo è da pelle d'oca e, insieme all'immagine di Skinny che si affaccia timidamente fuori dall'armadio, tradendo alla fin fine un carattere buono e tenero, predispone il giocatore proiettandolo con la mente dentro un mondo misterioso, occulto e, certamente, anche bizzarro, facendo tuttavia attenzione a non sfociare mai nel tenebroso (a ben vedere, visto che il tema è la morte, ritengo che questo risultato sia eccellente). Gli effetti sonori, elaborati veramente con grande cura dall'ottimo effettista Sam Turner, completano un quadro sonoro che, seppur essenziale, possiamo sicuramente definire di gran classe.

Grafica e animazioni

Il comparto grafico di The Wardrobe è una vera e propria chicca e frutto della fusione di differenti abilità. Al suo sviluppo si sono infatti alternatati tre grafici: il disegnatore Marco Sabia, l'illustratore Denny Minnone e il colorista Stefano Barilli. Ambientazioni e characters hanno subito diverse rielaborazioni e miglioramenti lungo il processo di sviluppo, perfezionandosi man mano che il gioco prendeva forma nella mente del suo ideatore, Francesco Liotta, che ha ideato il concept, diretto gli sviluppi del design e curato personalmente alcune animazioni.

Queste ultime, in particolare, rappresentano forse il tallone di Achille di una produzione quasi perfetta, non certo dal punto di vista della qualità quanto piuttosto per l'estrema (a mio avviso) esiguità delle stesse. Forse, un numero appena superiore di animazioni in background avrebbe regalato al già ottimo The Wardrobe una maggior dinamicità a livello visivo, col risultato di un maggior coinvolgimento in termini di esperienza di gioco; ma va bene così. Teniamo presente che questo primo episodio costituisce un banco di prova per Francesco; di conseguenza, il prodotto doveva essere perfettibile per definizione. E infatti lo è.

Conludendo

Insomma, a mio modo di vedere un titolo indie in piena regola, che rispolvera un genere classico con il dovuto rispetto ma senza il timore reverenziale di reinterpretarne i principi di base. Posso solo concludere facendo i miei complimenti a Liotta e consigliandolo vivamente a tutti gli amanti del genere, rimanendo in trepidante attesa del secondo capitolo di questa originalissima serie.

Ben fatto, Ciccio.