venerdì 7 marzo 2014

I'm now ready for a deep rebooting of myself

Sottotitolo:
come sto inventando dal niente il lavoro che volevo


Fase 1. Il risveglio del guerriero (di terracotta)

Quando ti svegli la mattina con un'idea fissa nel cervello non ci sono molte possibilità: o sei preoccupato per qualcosa, o hai un impegno importante, oppure devi andare in bagno. O semplicemente hai un'idea che ti frulla in testa da tempo.

Vorresti metterti lì a pianificarla e a progettarla, come già fatto con decine di altri progetti falliti o lasciati incompiuti, perché senti che l'idea stavolta è buona e realizzabile. Ma rimandi sempre per via del lavoro e di quegli ultimi esami-zavorra lasciati lì in sospeso all'università: sono solo tre materie, ma sembrano trenta.

Un giorno partecipi ad un convegno informatico sullo sviluppo di videogiochi, conoscendo tanta gente interessante e venendo a contatto con una realtà che nemmeno immaginavi. Ed è proprio lì: nella città dove vivi da più di dieci anni! In pratica, a casa tua!

Improvvisamente ti svegli e prendi coraggio: capisci che è il momento di uscire dal guscio della tua scrivania, che non sei solo e che altre persone creative come te sono là fuori pronte a incoraggiarti, consigliarti ed appoggiarti; qualcuno è anche pronto a darti una mano.

Fase 2. Il "pianificatore"

Torni a casa e raduni tutto quanto: le tue idee, i tuoi impegni, i tuoi appunti, le tue cose, i tuoi libri, le tue esperienze... tutto. Tutto quello che può tornarti utile per svoltare; o quantomeno per provarci.

L'obiettivo è certamente quello di realizzare il tuo progetto, ma comprendi quasi subito che occorre muoversi in modo intelligente per creare quante più opportunità alternative possibili col medesimo sforzo, per ridurre il rischio di bruciare tutto quanto: bisogna partire da un posizionamento professionale credibile.

Inizi ad attuare un tuo piano di marketing salvo renderti immediatamente conto che per arrivare dove vuoi tu hai bisogno di una strategia precisa che si muova dentro un insieme sistematico di regole attendibili e scientificamente organizzate, perché le cose da fare sono veramente, veramente tante.

Si cambia direzione e si parte a lavorare su espliciti algoritmi da eseguire su precise informazioni di supporto, a costruire un'architettura stabile e coesa. In definitiva, inizi a scriverti la "ricetta" da seguire per preparare e servire il tuo "piatto della credibilità professionale", basandoti su anni di navigazione in Rete ed interazione social, pensando fra te e te: «Beh, forse tutto quel tempo passato a cazzeggiare su Internet non è stato proprio inutile inutile...».

Fase 3. Lo scacchista

Mentre elabori il tuo sistema porti parallelamente avanti alcune interazioni sociali di (self-)marketing che hai già capito di poter iniziare a svolgere. Partecipi ad eventi, conosci gente, stringi le mani, parli delle tue idee e del tuo progetto. A tratti, tutta la preparazione di fondo ti sembra molto fredda, asettica, robotica, calcolata, in contrasto con il tuo lato umano. Ma in fin dei conti quale pianificazione non lo è? Ciò che importa, alla fine, è che sia il frutto dello schema ad essere vissuto con umanità e autenticità, senza stare troppo a condannarne l'origine schematica.

Ti senti come uno scacchista. Stai attento ad ogni minimo passo falso perché potresti giocarti la partita, controlli meticolosamente tutto il tuo operato auto-valutandoti e facendo tesoro degli errori, archiviandoli in modo organizzato per evitare di ripeterli.

Ancora prima di aver portato a termine l'elaborazione del tuo schema inizi a raccogliere i frutti di questa sua applicazione sperimentale. Proposte di collaborazione, nuove amicizie, nuove opportunità e innumerevoli consensi iniziano a fioccare uno dietro all'altro. Ti accorgi che, tutto sommato, stai facendo le cose bene. A un tratto, termini anche il tuo lavoro di sistematizzazione procedurale delle azioni di self-marketing e hai già conoscenze e un po' di posizionamento. Inizia la fase applicazione vera e propria.

Fase 4. La creazione di SP.OR.E.

Così si chiama il mio sistema (da adesso in poi userò la prima persona). Sta per SPread-ORiented Ecosystem, ecosistema orientato alla diffusione. Un nome che, di suo, dice tutto e dice niente. Meglio così, un po' di sano ermetismo non guasta.

Ecosistema: questa è la denominazione che ho preferito usare. SP.OR.E. è infatti un insieme eterogeneo di parti che cooperano assieme per garantire, a chi ne fa buon uso, un livello di notorietà professionale potenzialmente illimitato.

Il livello della qualità, però, non è sulle spalle di SP.OR.E. ma completamente a carico dell'utente. Se l'utente di SP.OR.E. usa bene l'ecosistema per farsi cattiva pubblicità, beh... otterrà un'ottima cattiva reputazione!


Il cuore operativo di SP.OR.E. risiede nell'SSC o Spreading System Cycle, il ciclo del sistema di diffusione. Riassumendolo a parole, il sistema definisce posizionamento di un individuo rispetto a un determinato pubblico come il riconoscimento da parte di quest'ultimo di sue ben precise abilità (skill). Affinché ciò avvenga, l'individuo deve realizzare delle attività legate alle skill di posizionamento (e.g. dovete produrre degli elaborati scritti se volete mostrare di saper scrivere o dei software se volete dimostrare di saper programmare), associando a queste una serie di azioni di diffusione svolte entro ben precisi contesti, chiamati anche host.

L'applicazione corretta ed oculata di SP.OR.E. unita ad un atteggiamento sobrio e professionale può veramente fare la differenza fra l'operare attraverso tale sistema e limitarsi ad operare d'istinto e in modo poco strutturato, specialmente in un momento storico in cui la connessione globale informativa, linguistica e dei trasporti determina l'unificazione dei mercati e dunque un livello di competizione senza precedenti nella storia dell'uomo. In questo preciso momento storico bisogna essere (tra) i primi entro una raggio geografico e linguistico il più ampio possibile: SP.OR.E. aiuta a raggiungere questo obiettivo in una maniera organizzata e strutturata.

Cosa c'è di nuovo in SP.OR.E.? Semplice: niente. Assolutamente niente. SP.OR.E. è nient'altro che il tentativo di riunire in modo organizzato e strutturato concetti già ben noti alla stragrande maggioranza delle persone. Non è un nuovo metodo ma una sistematizzazione dei vecchi metodi. È il frutto del bisogno di capire come muoversi senza dover ogni volta reinventare la ruota. È una ruota pronta all'uso. Tutto qui.

Fase 5. Il sistema di web-landmark professionali dentro SP.OR.E.

È il fiore all'occhiello di tutto l'ecosistema, il polmone di SP.OR.E. Si tratta di un sistema di risorse eterogenee cross-linked.
  • Eterogenee: sono destinate ad una modalità di utilizzo differente. Un social è diverso da un blog, che a sua volta è diverso da un sito vetrina, dai forum, ecc..., ma tutte quante vengono impiegate in modo corale e massivo per contribuire alla costruzione di una figura professionale, di un posizionamento.
  • Cross-linked: ciascuna di queste risorse (da me chiamate web-landmark o semplicemente landmark) contiene link ad ogni altra, creando così un sistema interconnesso di siti web ai quali fa capo quella che ho chiamato landing page, che funge da casa base per il sottoscritto e dove sono riportate le mie attività principali e le mie esperienze passate; è una sorta di curriculum vitae on-line ma completamente sotto il mio controllo di personalizzazione e inserimento di contenuti.
La vera chicca di questo sistema di web-landmark professionali è il curriculum vitae. Vi consiglio vivamente di visualizzarlo; non mi fraintendete: non è per megalomania che vi esorto a farlo. È che proprio non mi riesce di spiegare a parole quello che sono riuscito a fare. Per buttarla lì, ho praticamente fatto in modo che landing page e curriculum vitae fossero (quasi) la stessa cosa, per rafforzare la percezione di un brand professionale agli occhi del lettore. In altre parole, ho cercato di infondere nei lettori una sensazione di "intrusività" delle competenze attraverso la forma. Perché, si sa, la forma è quasi sempre l'anticamera della sostanza.

Fase 6. L'applicazione di SP.OR.E.

...ovvero la fase in cui mi trovo al momento in cui scrivo e che si riallaccia all'inventarmi dal niente il lavoro che volevo. Tutta questa impalcatura di web-landmark e questo sistema di diffusione multicanale da me messa su per posizionarmi professionalmente ha origine nella mia necessità di diffondere le mie qualità nella speranza di acquisire quanti più consensi possibili ai fini dell'ottenimento di finanziamenti per la realizzazione del sopra citato progetto.

Fino ad ora SP.OR.E. mi ha portato, ancora prima del suo completamento, ad allargare in modo incredibile il mio network di amici e contatti professionali, a tal punto da arrivare a conoscenza di un qualcosa che ignoravo totalmente: il programma di accelerazione imprenditoriale di Telecom denominato Working Capital, che offre proprio quest'anno un grant di avvio imprenditoriale dell'ammontare di 25.000€ ai 40 più promettenti progetti italiani negli ambiti internet, digital life, mobile evolution e green. Inutile dire che presenterò il mio progetto.

La nuova rete di conoscenze mi ha inoltre permesso di entrare: Niente male direi, per uno che fino a qualche mese fa era solo un fuori corso all'università, con solo tre materie che però sembrano trenta.

Con questo articolo decreto quindi ufficialmente l'inizio di questa mia avventura di invenzione del lavoro che mi piace. Che amo. Non so ancora se ci riuscirò ma sicuramente non sarà stata fatica sprecata qualora dovesse andarmi male. Di certo potrò dire di averci provato seriamente, di non aver scherzato. Male che va avrò fatto una nuova, straordinaria esperienza e conosciuto persone speciali.

P.S. - SP.OR.E. vi ha incuriositi e volete saperne di più? Contattatemi in privato per approfondire la questione.

Nessun commento:

Posta un commento

Lascia un commento!